I Club per l'Alternativa Europea mettono insieme le culture cristiano-liberali, liberali e del socialismo-liberale per farle coesistere in un unico grande contenitore politico culturale atto a dare un contributo per la costituzione di un unico grande soggetto politico.
I Club per l'Alternativa Europea vogliono lavorare alla creazione di un grande partito liberale di massa interclassista, interculturale non confessionale.
L'idea di un movimento per le Libertà o delle Libertà è molto vicina alla nostra idea a patto che si tratti della creazione di un partito vero fondato su regole democratiche con congressi veri, iscritti veri e organi elettivi a tutti i livelli.
Dalla fine della prima Repubblica in poi il sistema politico italiano si è evoluto in senso bipolare ma non nella direzione del bipartitismo. Al contrario abbiamo assistito in questi anni al moltiplicarsi dei partiti e dei gruppi parlamentari. Ciò ha rappresentato e rappresenta una grande degenerazione del sistema democratico rappresentativo che, a nostro avviso, contrasta fortemente con la maturazione dell'opinione pubblica italiana nella direzione di un bipartitismo di tipo anglosassone e comunque tipico delle democrazie occidentali. Secondo noi nessuno in Europa si sognerebbe di fare grandi coalizioni con all'interno i voti determinanti di Le Pen (vedi Francia) o con i voti altrettanto determinanti dei comunisti (vedi Germania). Al contrario nel nostro Paese è successo esattamente questo e ciò ha reso ingovernabile il sistema.
Tutto questo deve finire e la regola fondamentale è quella di una chiusura netta sia a livello di coalizioni sia di presenza nei governi, nei confronti delle culture che si richiamano alle ideologie comuniste e post-comuniste, fasciste e post-fasciste. E' questo l'equivoco di fondo da chiarire se si vuole che anche il nostro Paese passi dal sistema del bipolarismo bastardo e forzoso della seconda Repubblica a un bipartitismo che è proprio delle democrazie più evolute dell'occidente. Crediamo che il presidente Berlusconi si stia muovendo in questa direzione e che la sua iniziativa va supportata con forza e lealtà.
Siamo insomma alla fine della seconda Repubblica e al travagliato inizio della terza Repubblica. Quello che si apre è un cantiere con tanti lavori in corso e in questa fase il nostro compito sarà quello, nel nostro piccolo, di aggregare tra la gente comune quella che si richiama alle culture liberali, cristiano-liberali e liberal-socialiste per farla confluire nella costituente del nuovo soggetto politico.
Infine l'altro compito per noi essenziale è quello di avere nel prossimo Parlamento Europeo deputati capaci di far diventare l'assemblea di Bruxelles, l'unico organismo dell'Unione Europea emanazione dei popoli, una grande costituente per il varo di progetto di costituzione federale da sottoporre con il referendum al giudizio dei popoli europei per la sua ratifica. Questa, secondo noi, è l'unica via per superare la fase delle conferenze e dei trattati intergovernativi e per mettere fine al grande deficit di democrazia che contraddistingue attualmente l'Unione Europea. E' del tutto evidente che quest'ultima è incapace e inadeguata ad affrontare oggi i grandi problemi della globalizzazione e della gestione di una moneta unica che può giocare un grande ruolo nei nuovi assetti planetari a patto che sia gestita e governata a livello di politica del cambio. Questa è in rapida sintesi la presentazione di chi siamo e di cosa vogliamo.